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21 Settembre 2015



Allarme pedofilia anche in Veneto. Berlato (FdI) presenta una mozione: mobilitazione regionale per difendere i minori e ostacolare i comportamenti criminali


Con una mozione presentata nei giorni scorsi, il consigliere regionale Sergio Berlato (FdI-AN-Mcr) lancia l'allarme pedofilia in Veneto. Con la mozione - "LA REGIONE DEL VENETO PRENDA UNA POSIZIONE FORTE CONTRO OGNI FORMA DI ABUSO SUI MINORI E ATTUI UNA POLITICA CHE RAFFORZI LA LOTTA ALLA PEDOFILIA PARTENDO DA UN MAGGIOR CONTROLLO DEI CANALI DI COMUNICAZIONE IN PRIMIS SOCIAL NETWORK E SITI INTERNET" - il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia vuole richiamare con forza l'attenzione sul fatto che i pedofili "non sono dei malati, ma dei perversi criminali", e che quindi non ci sia alcun alibi nel trattamento dei loro crimini.

 

 Il fenomeno su cui il consigliere accende vigorosamente i riflettori anche in Veneto, è tutt'altro che in diminuzione, basti pensare ai dati del 2014 diffusi nel rapporto annuale "Pedofilia - Crimini contro l'infanzia" redatto dall'Associazione METER ONLUS di don Fortunato di Noto "ha scoperto 574.116 foto pedopornografiche di bambini tra i 3 e i 13 anni e 95.882 video delle stesso genere che girano nella rete".

 

Berlato, che già in una interpellanza al Parlamento europeo in data 13 ottobre 2011 faceva presente "che i dati forniti da un'indagine dell'Associazione Telefono Azzurro individuava all'epoca (dati del 2011) più di 54.000 siti web pedopornografici presenti nella rete europea e che un solo sito web pedopornografico arriva a guadagnare più di 90.000 euro al giorno", sottolinea che il fenomeno peggiora di giorno in giorno grazie al supporto offerto dalle tecnologie digitali, come mostrato dall' ‘'operazione Babylon" - conclusa nella sua prima fase a luglio 2015 - che ha messo in luce un frequentatissimo luogo virtuale dove le comunità pedofile scambiano informazioni per reperire "materiale di nuova produzione".

 

 "Durante la conferenza annuale organizzata a livello nazionale da Telefono Azzurro", prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia, "sono stati resi pubblici i dati aggiornati del nostro Paese degli ultimi tre anni. Purtroppo anche questo studio ha rilevato che l'adescamento online in tre anni è passato dal 4,4% al 14,2% del totale delle segnalazioni".

 

Nella sua mozione Berlato, considerato che "dietro lo scambio e detenzione di materiale pedopornografico si aprono scenari ancora più agghiaccianti fatti di violenza psichico-fisica, abusi, perversioni e prostituzione", sottolinea che anche in Veneto "come purtroppo emerso in tutto il mondo occidentale, si sono manifestati fenomeni di questa natura. Tali fenomeni di violenza e pedofilia non emergono solo in ambienti degradati e non controllati ma trovano terreno fertile dalla perversione di un'utenza in internet che non ha confini culturali, sociali ed etnici. Il pedofilo non si nasconde più solo tra le mura domestiche, ma si adegua ai nuovi mezzi di comunicazione per catturare le sue prede".

 

 Al termine di questa descrizione, il consigliere regionale chiede che la Giunta "si impegni ad adottare una politica di collaborazione stretta con le associazioni a tutela dei minori e ad intervenire nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione del Veneto affinché si promuovano incontri pubblici per informare le famiglie sui pericoli di una 'navigazione in internet' non controllata da parte dei minori; si sostengano tutte le iniziative promosse dal mondo associativo per sensibilizzare l'opinione pubblica a denunciare ogni forma di violenza nei confronti dei minori; si possano promuovere e sostenere le iniziative che vedono la presenza delle Forze dell'ordine ed in modo particolare della Polizia postale impegnata nell'azione di contrasto ai crimini commessi via web e con l'utilizzo specifico di siti pedopornografici; si possa affrontare la questione della pedofilia partendo dal presupposto che i pedofili non si possano nascondere dietro l'alibi della malattia, ma siano trattati come veri e propri criminali".


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