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11 Aprile 2016



Sicurezza - Berlato (FdI - An - Mcr) "Si ha l'impressione che lo stato non protegga più i cittadini onesti e ciò è inammissibile: bisogna modificare la norma sulla legittima difesa che trasforma la vittima in colpevole"




(Arv) Venezia, 10 aprile 2016 - "Faccio mia la domanda del procuratore Carlo Nordio: che diritto ha lo Stato nel punire il cittadino onesto, che si è difeso perché nel momento in cui subiva un'aggressione lo Stato era assente"? Con queste parole Sergio Berlato, capogruppo FdI-An Mcr in Consiglio regionale e presidente della terza Commissione consigliare, ha introdotto il convegno "Sicurezza e Legittima difesa" che si è svolto sabato 9 aprile nell'affollatissima sala dei Chiostri di Santa Corona a Vicenza. Moderato da Luca Ancetti, direttore di TvA Vicenza, il dibattito ha visto la partecipazione dell'assessore regionale alla Sicurezza, Cristiano Corazzari, che si è soffermato sull'ultima iniziative della Giunta regionale per l'attivazione del numero unico per le emergenze nonché ha anticipato la necessità del rimodellamento del sistema di polizia locale, e il giudice Isabella Dotto, vice-procuratore onorario della Procura della Repubblica di Vicenza, la quale ha spiegato i limiti dell'articolo 52 che definisce la Legittima difesa e i problemi che si pongono al giudice nell'interpretazione di questa norma. Quindi è stata la volta dell'on. Ignazio La Russa che ha spaziato dall'emergenza criminalità al tema più generale della sicurezza, comprendendo anche la lotta al terrorismo, riconoscendo quindi l'importanza delle proposte presentate nel Consiglio regionale del Veneto da Berlato, sia con le proposte di legge statali per la modifica dell'articolo 52 del Codice Penale, sia dell'art. 5 della legge 22 maggio 1975 che riguarda il divieto di indossare indumenti che rendano difficoltoso il riconoscimento di una persona, sia con le mozioni presentate per richiedere l'applicazione della norma che vieta nei luoghi pubblici di girare con il volto coperto, con chador o il burka, sia per le iniziative di tutela delle Forze dell'Ordine impegnate nella lotta alla criminalità. Proprio le Forze dell'Ordine erano rappresentate tra gli oratori dal Segretario Generale del Coisp Franco Maccari, sia da Michele Bressadore, segretario veneto del Sap. A margine del convegno "Sicurezza e Legittima Difesa" a Vicenza, il capogruppo FdI-An - Mcr in Consiglio regionale Sergio Berlato ha precisato che le sue proposte di legge e iniziative sono tese a ripristinare un equilibrio che si è modificato. "Noi, come pubblici amministratori e come esponenti politici, dobbiamo tradurre in azioni concrete i messaggi che giungono dalla cittadinanza - ha spiegato Berlato - Come sappiamo bene si ha l'impressione la norma non protegga i cittadini onesti, anzi: troppo spesso la vittima è trasformata in colpevole. Il nostro obiettivo è quello di assicurare al cittadino il diritto all'autotutela, creando le condizioni affinché, a determinate condizioni, il cittadino possa difendersi senza correre il rischio, come è accaduto, di finire dalla parte degli accusati. Difendersi non significa farsi giustizia da sé: significa proteggersi. Noi non vogliamo il Far West, ma pretendiamo la sicurezza che è un diritto del cittadino". Riprendendo una tesi sostanzialmente condivisa da tutti i relatori, Berlato ha richiamato l'attenzione su quanto sottolineato dal Procuratore onorario della Procura di Vicenza: "Isabella Dotto ha ben ragione - ha spiegato Berlato - quando dice che bisogna contestualizzare nella realtà attuale l'art. 52 del Codice Penale, che modificato nel 2006 oggi è antiquato, ha limiti evidenti e chiari: basti pensare a come è cambiata la malavita e come si sia imposta una nuova criminalità con metodologie operative ed efferatezza inedita per lo scenario italiano. Come ha detto il Procuratore la maggioranza dei criminali oggi provengono dall'Est europea, gente che spesso ha alle spalle una lunga scia di sangue: non esiste più il topo d'appartamento e non ci sono più furti, ma vere e proprie rapine nelle case con criminali che non si fanno scrupolo di uccidere anche per poche decine di Euro. L'articolo 52, la legittima difesa, deve prendere atto di ciò e dare gli strumenti al cittadino affinché possa difendersi, difendere la propria casa, i propri affetti e beni. Il criterio di proporzionalità che oggi caratterizza la norma - ha concluso Berlato - va assolutamente rivisto se vogliamo fronteggiare l'emergenza criminalità"
SERVIZIO TVA VICENZA: https://www.youtube.com/watch?v=MiaVPVeUYAE

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