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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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Newsletter del Gruppo Consiliare Fratelli d'Italia - MCR n. 08 del 07 Ottobre 2019

Il Made in Italy a rischio a causa dell’accordo CETA, la legge elettorale, la Terza commissione, il lupo e il suo contenimento i temi della newsletter del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia – MCR e del Consigliere regionale Sergio Berlato, Presidente della Terza commissione consiliare, la quale si occupa di politiche economiche, politiche agricole, politiche per la montagna, ivi comprese caccia e pesca, politiche forestali e dell'energia.

SOMMARIO


Siamo preoccupati per l'aumento di falsi prodotti italiani sul nostro mercato.

Venezia, 24 settembre 2019

Le nostre perplessità e paure, riportate nella mozione n. 253, approvata a larga maggioranza nel 2017 dal Consiglio regionale, si sono dimostrate fondate – esordisce il Consigliere Regionale Sergio Berlato –. Arrivano i primi dati sul CETA, l’accordo commerciale di libero scambio tra Canada e Unione europea, e non possiamo che allarmarci davanti al grande calo di esportazioni che hanno subito i prodotti “made in Italy”. Mentre il Canada festeggia una crescita nella produzione di ben 6,3 milioni di chili di Parmesan, una cattiva copia del nostro Parmigiano Reggiano, i prodotti del settore caseario italiano sono in forte decrescita, citiamo non solo il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano a -32%, ma anche il Veneto formaggio Asiago con ben -44% nell’esportazione. Questi sono dati che ci allarmano, perché colpiscono il settore del “made in Italy” in una maniera inequivocabile. 

È indispensabile – prosegue Sergio Berlato Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto – garantire il rispetto delle nostre regole, perché non si celi dietro alla dicitura “reciprocità nel libero scambio di merce” una deregolamentazione che invece pregiudica in modo particolare la tipicità delle nostre produzioni agricole, non più garantite da specifici controlli in merito alla sicurezza alimentare, ad un’idonea tutela della salute dei consumatori e dei lavoratori di comparto. Il danno è aggravato proprio dagli standard qualitativi al ribasso rispetto a quelli che invece vengono applicati nelle aziende agricole venete e italiane, defraudando così, con questo accordo capestro, interi mercati e comportando sul nostro territorio un grave e pesante impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale.

Da sempre ci battiamo per la difesa delle nostre tradizioni, del “made in Italy” e dei nostri prodotti e ci aspettiamo che questo intento venga perseguito da tutte le forze politiche, affinché venga garantito un percorso di qualità almeno pari a quello che costantemente viene richiesto al nostro paese.

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Bene l'iniziativa della Giunta regionale del Veneto ma servono ulteriori misure contro la diffusione della cimice asiatica.

Venezia, 24 settembre 2019

Lodevole la variazione di bilancio con cui la Giunta regionale del Veneto ha disposto lo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro per le azioni di prevenzione e contrasto alla proliferazione della cimice asiatica, insetto che sta letteralmente devastando le coltivazioni frutticole ed orticole dell’Italia settentrionale ed in particolare nel Veneto. Temiamo però che l’intervento della Giunta regionale, se non accompagnato da più corposi interventi economici a livello statale ed europeo, si riveli come una goccia d’acqua nel deserto e quindi totalmente insufficiente rispetto ai danni diretti patiti in questa annata dai produttori veneti stimati intorno ai cento milioni di euro, ai quali si devono aggiungere i danni indiretti relativi alla perdita di quote di mercato da parte delle nostre produzioni ortofrutticole.

Oltre alle necessarie risorse per finanziare la ricerca di prodotti efficaci a contrastare la proliferazione della cimice asiatica, compresa l’immissione nel territorio di insetti antagonisti come la “vespa samurai” , sono necessari interventi economici immediati per scongiurare la chiusura delle nostre imprese agricole flagellate dalla cimice asiatica con danni che spesso arrivano al cento per cento delle produzioni.

In questo momento drammatico per le nostre produzioni e per i nostri produttori, riteniamo disdicevole il tentativo di scarico delle responsabilità su altri livelli istituzionali.

In questi momenti ognuno deve fare bene e subito la propria parte, tralasciando appartenenze politiche o partitiche ma privilegiando la ricerca di un futuro dignitoso per i nostri produttori.

- Bisogna far presto  - ha concluso il Presidente della terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto - evitando che l’ambulanza arrivi sul posto dell’incidente quando il ferito è già morto dissanguato.

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La Lega ha votato in Consiglio regionale del Veneto a favore del nostro ordine del giorno e noi abbiamo votato a favore della loro legge elettorale per lealtā.

Venezia, 25 settembre 2019

La posizione di Fratelli d’Italia sulla legge elettorale che vorremmo fosse approvata dal Parlamento italiano è chiara e coerente: sistema prevalentemente maggioritario con un premio di maggioranza alla coalizione che riceve il maggior numero di consensi da parte degli elettori, in modo da garantire stabilità politica e governabilità al nostro Paese.

A questo si aggiunga l’elezione diretta da parte dei cittadini del Presidente della Repubblica e l’abolizione dei senatori a vita.

Capendo l’esigenza politica degli amici della Lega che hanno presentato in Consiglio regionale del Veneto una proposta di legge referendaria maggioritaria, auspicando una modifica della legge elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale nel senso da noi richiesto, in qualità di Capogruppo di Fratelli d’Italia e di Coordinatore per il Veneto del Partito di Giorgia Meloni, ho presentato in Consiglio un Ordine del Giorno che è stato votato dalla Lega, creando i presupposti perché anche Fratelli d’Italia potesse votare per lealtà a favore della proposta della Lega.

L’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto a nome di Fratelli d’Italia chiede un impegno da parte del Consiglio stesso a formulare una proposta di legge statale di iniziativa regionale, che preveda una quota prevalente di eletti col sistema maggioritario e un premio di maggioranza, così da assicurare la vittoria certa alle elezioni di una coalizione figlia della volontà popolare e la governabilità del paese – annuncia il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

Accanto a questo, abbiamo ritenuto di chiedere un ulteriore impegno per la formulazione di una proposta di legge statale di iniziativa regionale di modifica della Costituzione ai sensi dell’art. 138 che preveda l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, lasciando che sia il popolo sovrano ad avere la possibilità di eleggere la massima carica dello Stato.

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La Lega ha votato contro il progetto di legge di Sergio Berlato sul contenimento del lupo in Veneto.

Venezia, 2 ottobre 2019

Si è svolta oggi, mercoledì 2 ottobre 2019, la discussione in terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto del Progetto di legge n. 456 presentato dal Presidente Sergio Berlato sulla gestione del lupo in Veneto anche attraverso il contenimento numerico della specie, nel pieno rispetto della Direttiva 43/92/CE (Habitat) e dell’art. 19 della legge statale n. 157/92.

Il progetto di legge dell’on. Sergio Berlato era stato presentato per dare concreto riscontro alle pressanti richieste pervenute dal territorio veneto ed in particolar modo dagli allevatori e dai malghesi, vittime delle quotidiane predazioni da parte di un numero incontrollato e sempre più crescente di lupi che si stanno rivelando come un vero flagello per le attività antropiche, anche stravolgendo e vanificando decenni di corretta gestione faunistica.

Nel porre in votazione il suo progetto di legge l’on. Sergio Berlato ha chiesto ai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in terza Commissione di assumersi le responsabilità delle proprie scelte, dimostrando coerenza tra quello che predicano sul territorio e quello che praticano nelle sedi istituzionali.

La votazione ha portato al seguente risultato:

Voto favorevole da parte dell’on. Sergio Berlato a nome di Fratelli d’Italia-Movimento per la Cultura rurale;

Voto contrario da parte del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle;

Voto di astensione da parte della Lega e della Lista Zaia (che per il regolamento del Consiglio regionale equivale ad un voto contrario).

Adesso il Progetto di legge dell’on. Sergio Berlato approderà in aula per essere discusso e votato dal Consiglio regionale del Veneto.

 

Ecco il testo del Progetto di legge dell’on. Sergio Berlato:


PROGETTO DI LEGGE SULLA GESTIONE E CONTENIMENTO DEL LUPO (Canis lupus) di iniziativa del Consigliere Sergio Berlato

Relazione:

Non vi è dubbio alcuno che la crescente ed incontrollata presenza di alcune specie di fauna selvatica sul territorio regionale stia provocando ingenti danni alle colture agricole, alle attività antropiche, all’ecosistema.

In questo contesto, l’incremento della presenza dei grandi carnivori tra i quali quella del lupo (Canis lupus) favorita dall’attuazione del Progetto WolfAlps a cui la Giunta regionale ha aderito, anche economicamente, con DGR n. 2298 del 10 dicembre 2013, sta provocando gravi ed oramai insostenibili danni di natura economica, sociale, ambientale.

In tutta Europa la fauna selvatica viene gestita nel rispetto della Direttiva 2009/147/CE e della Direttiva 92/43/CEE.

Entrambe le direttive comunitarie (art. 9 della Direttiva 2009/147/CE ed art. 16 della Direttiva 93/42/CEE) prevedono la messa a disposizione degli stati membri di strumenti adeguati per regolamentare la presenza delle varie specie di fauna selvatica, sia per definire un equilibrio che possa garantire la durevole conservazione delle specie, sia per rendere compatibile la presenza delle specie con le attività antropiche e con la condivisa necessità di tutela dell’ecosistema.

Così recita l’art. 9 della Direttiva 2009/147/CE:

Articolo 9

1. Sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti, gli Stati membri possono derogare agli articoli da 5 a 8 per le seguenti ragioni:

a) — nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica, — nell’interesse della sicurezza aerea, — per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque, — per la protezione della flora e della fauna;

b) ai fini della ricerca e dell’insegnamento, del ripopolamento e della reintroduzione nonché per l’allevamento connesso a tali operazioni;

c) per consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità.

2. Le deroghe di cui al paragrafo 1 devono menzionare:

a) le specie che formano oggetto delle medesime;

b) i mezzi, gli impianti o i metodi di cattura o di uccisione autorizzati;

c) le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo in cui esse possono essere applicate;

d) l’autorità abilitata a dichiarare che le condizioni stabilite sono soddisfatte e a decidere quali mezzi, impianti o metodi possano essere utilizzati, entro quali limiti e da quali persone;

e) i controlli che saranno effettuati.

3. Gli Stati membri inviano ogni anno alla Commissione una relazione sull’applicazione dei paragrafi 1 e 2.

4. In base alle informazioni di cui dispone, in particolare quelle comunicatele ai sensi del paragrafo 3, la Commissione vigila costantemente affinché le conseguenze delle deroghe di cui al paragrafo 1 non siano incompatibili con la presente direttiva. Essa prende adeguate iniziative in merito.

Così recita l’art. 16 della Direttiva 93/42/CEE:

Articolo 16

1. A condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale, gli Stati membri possono derogare alle disposizioni previste dagli articoli 12, 13, 14 e 15, lettere a) e b):

a) per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat naturali;

b) per prevenire gravi danni, segnatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico e alle acque e ad altre forme di proprietà;

c) nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente;

d) per finalità didattiche e di ricerca, di ripopolamento e di reintroduzione di tali specie e per operazioni di riproduzione necessarie a tal fine, compresa la riproduzione artificiale delle piante;

e) per consentire, in condizioni rigorosamente controllate, su base selettiva ed in misura limitata, la cattura o la detenzione di un numero limitato di taluni esemplari delle specie di cui all'allegato IV, specificato dalle autorità nazionali competenti.

2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione ogni due anni una relazione, conforme al modello elaborato dal Comitato, sulle deroghe concesse a titolo del paragrafo 1. La Commissione comunica il suo parere su tali deroghe entro il termine massimo di dodici mesi dopo aver ricevuto la relazione e ne informa il Comitato.

3. Le informazioni dovranno indicare:

a) le specie alle quali si applicano le deroghe e il motivo della deroga, compresa la natura del rischio, con l'indicazione eventuale delle soluzioni alternative non accolte e dei dati scientifici utilizzati;

b) i mezzi, sistemi o metodi di cattura o di uccisione di specie animali autorizzati e i motivi della loro utilizzazione;

c) le circostanze di tempo e di luogo in cui tali deroghe sono concesse;

d) l'autorità abilitata a dichiarare e a controllare che le condizioni richieste sono soddisfatte e a decidere quali mezzi, strutture o metodi possono essere utilizzati, entro quali limiti e da quali servizi e quali sono gli addetti all'esecuzione;

e) le misure di controllo attuate ed i risultati ottenuti.

La Giunta regionale del Veneto ha attivato una serie di iniziative di difesa passiva nel tentativo di tutelare le attività antropiche esercitate sul territorio regionale, in particolar modo su quelle aree interessate dalla crescente presenza dei grandi carnivori tra i quali la parte più problematica risulta essere rappresentata dai soggetti appartenenti alla specie lupo (Canis lupus) i quali, con le loro continue predazioni stanno arrecando grave danno alle attività antropiche con particolare riguardo allevamento ed alla monticazione, oltre che provocare lo stravolgimento dell’equilibrio faunistico costruito nei decenni anche attraverso una sapiente gestione effettuata utilizzando rigorosi criteri di natura tecnico scientifica.

I danni economici, sociali, ambientali causati dall’eccessiva presenza del lupo stanno comportando un esponenziale aumento delle risorse pubbliche destinate agli indennizzi delle attività danneggiate.

Dall’esperienza maturata dal 2013 ad oggi in Regione del Veneto, si è purtroppo dovuta constatare l’inefficacia dimostrata del solo utilizzo dei metodi ecologici senza l’abbinamento a misure di contenimento delle popolazioni di lupo in esubero rispetto alla sopportabilità del territorio e la compatibilità della presenza di questi grandi predatori con le attività antropiche, misure di contenimento chiaramente previste all’art. 16 della Direttiva 92/43/CE.

 

MISURE DI PREVENZIONE DEI DANNI PROVOCATI DAI GRANDI CARNIVORI E DI CONTENIMENTO DELLE POPOLAZIONI IN ESUBERO RISPETTO ALLA SOPPORTABILITA’ DEL TERRITORIO ED ALLA LORO COMPATIBILITA’CON LE ATTIVITA’ ANTROPICHE.

Art. 1 Misure di prevenzione e di contenimento.

La Regione del Veneto, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che non si pregiudichi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle popolazioni nella sua area di ripartizione naturale, sentito l’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), può consentire in condizioni rigorosamente controllate, su base selettiva ed in misura limitata, la cattura o il prelievo di un numero limitato di taluni esemplari della specie Canis lupus per le seguenti finalità:

a) per proteggere la fauna e conservare gli habitat naturali;

b) per prevenire gravi danni all'allevamento;

c) nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente;

d) per finalità didattiche e di ricerca.

Art. 2 Relazione annuale alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla Commissione europea.

1. La Giunta regionale trasmette annualmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla Commissione europea una relazione sull’esito della gestione della specie.

2. Le informazioni dovranno indicare:

a) i mezzi, sistemi o metodi di cattura o di uccisione autorizzati e i motivi della loro utilizzazione;

c) le circostanze di tempo e di luogo in cui le autorizzazioni alla cattura o al prelievo sono concesse;

d) l'autorità abilitata a dichiarare e a controllare che le condizioni richieste sono soddisfatte e a decidere quali mezzi, strutture o metodi possono essere utilizzati, entro quali limiti e da quali servizi e quali sono gli addetti all'esecuzione;

e) le misure di controllo attuate ed i risultati ottenuti.

Art. 3 Neutralità finanziaria.

1. La presente legge non comporta ulteriori oneri a carico del bilancio regionale.

Indice:

Art. 1 - Misure di prevenzione e di contenimento;

Art. 2 - Relazione annuale alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla Commissione europea.

Art. 3 - Neutralità finanziaria.

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Depositato in Consiglio regionale del Veneto il Progetto di Legge Statale sulla gestione e il contenimento del lupo.

Venezia, 4 ottobre 2019

Nel totale immobilismo e nella mancanza di soluzioni concrete che contrastino la crescente e incontrollata presenza di alcune specie di fauna selvatica sul nostro territorio – afferma il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Veneto Sergio Berlato –, noi di Fratelli d’Italia abbiamo ritenuto necessario rispondere ancora più convintamente alle richieste di aiuto pervenuteci da tutta la regione, affrontando il problema del lupo a livello regionale ma anche a livello statale.

Dopo il deposito del Progetto di legge regionale, sulla falsariga di quella del Trentino Alto Adige già dichiarata perfettamente legittima dalla Corte costituzionale, abbiamo depositato anche un Progetto di Legge Statale di iniziativa regionale recante “Misure di prevenzione dei danni provocati dai grandi carnivori e di contenimento delle popolazioni in esubero rispetto alla sopportabilità del territorio e alla loro compatibilità con le attività antropiche” – annuncia l’on. Sergio Berlato.

Il nostro obiettivo è trovare una soluzione che risulti adeguata e che ponga rimedio a questa oramai intollerabile situazione, così da salvare il sistema socio economico, unico nel suo genere, delle nostre montagne e dei nostri territori, seriamente compromesso dalla crescente e incontrollata presenza dei grandi carnivori tra i quali il lupo sta creando l’abbandono del territorio da parte dei nostri malghesi e dei nostri allevatori.

Riteniamo necessario dare risposte puntuali e concrete – prosegue Sergio Berlato Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto – e porre fine all’inerzia del Governo nazionale, al quale abbiamo più volte richiesto di dotarsi di un Piano nazionale di gestione del lupo, che permetta il monitoraggio, il censimento e, laddove necessario, l’abbattimento dei lupi in esubero, al fine di definire un equilibrio che possa garantire la durevole conservazione delle specie, di rendere compatibile la presenza della specie stessa con le attività antropiche e con la condivisa necessità di tutela dell’ecosistema.

Riteniamo indispensabile agire subito – conclude l’on. Sergio Berlato –, abbiamo vissuto un’altra stagione con l’attività di alpeggio ancora martoriata da continue e crescenti predazioni da parte dei lupi che stanno portando all’esasperazione i nostri allevatori.

Non accettiamo più che i nostri allevatori ed i nostri malghesi si sentano ancora abbandonati dalle istituzioni troppo condizionate da una crescente demagogia animalista, pronte a fare crociate per garantire i diritti dei lupi ma poco sensibili a garantire i diritti degli allevatori e di coloro che, con la loro attività quotidiana, hanno sempre garantito la manutenzione e la salvaguardia del territorio e dell’ecosistema.

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