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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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SERGIO BERLATO, Consigliere regionale del Veneto
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04 Giugno 2009



INTERVISTA A SERGIO BERLATO SU SICUREZZA ED IMMIGRAZIONE


D. On. Sergio Berlato, siamo alle battute finali di questa intensa campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Dopo la benedizione del Presidente Berlusconi che all'incontro della Fiera di Vicenza di sabato scorso, scandendo le parole, ha invitato a votare la terna Berlato, Gardini, Berlusconi, la strada sembra tutta in discesa, non crede?

 

R. L'obiettivo della comunità umana che mi onoro di rappresentare non è quello di farmi eleggere al Parlamento europeo ma di farmi uscire da questa competizione elettorale con il maggior numero di preferenze tra tutti i candidati del Popolo della Libertà (dopo Berlusconi, ovviamente).

La nostra comunità umana crede nella necessità di ripristinare un diverso modi di fare politica, privilegiando il radicamento sul territorio, avendo l'umiltà di stare in mezzo alla gente per ascoltarne i bisogni e tradurre la nostra azione politica in risposte concrete ai cittadini. I partiti che hanno dato vita al Popolo della Libertà hanno lasciato troppi spazi vuoti sul territorio, prontamente occupati dalla Lega. Il nostro compito, come Popolo della Libertà, sarà quello di riappropriarci del nostro territorio e del nostro spazio politico. Per fare questo serve il massimo coinvolgimento, anche  nelle scelte decisionali, di tutta la classe dirigente che opera sul territorio, per troppo tempo abbandonata a se stessa da coloro che hanno pensato più alla gestione del potere che all'acquisizione del consenso elettorale. Non ci si può ricordare dei nostri amministratori locali e dei nostri militanti solo quando servono a qualcuno per attaccare i manifesti o per fare i gazebo allo scopo di raccogliere preferenze per qualche candidato.

Uno dei miei obiettivi sarà quello di stabilire regole certe all'interno del Popolo della Libertà, partendo dal presupposto che chi le vuol fare rispettare deve sentire il dovere di dare l'esempio, unico modo per avere l'autorevolezza di farle rispettare agli altri.

 

D. Tra i problemi più sentiti dalla gente c'è la crisi globale e la sicurezza.

Che risposte ritiene di poter dare a queste esigenze condivise?

 

R. Innanzitutto riteniamo che siano stati più che opportuni gli interventi del Governo per salvare l'industria automobilistica ed il sistema bancario, anche per evitare il ripetersi delle situazioni drammatiche verificatesi negli Stati Uniti.

Riteniamo però necessario che il sistema bancario italiano faciliti l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale della nostra economia e che hanno dato dimostrazione della loro grande valenza non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto il profilo sociale, preferendo mettere mano ai risparmi ed investirli nella propria azienda pur di non lasciare a casa i propri dipendenti, considerandoli non come dei numeri ma come una risorsa ricca di professionalità, consapevoli che da questa crisi l'Italia uscirà meglio e prima di ogni altro paese europeo, unendo le forze e facendo sentire imprenditori ed operai come una unica realtà protratta a garantire maggiore competitività al nostro sistema economico.

Oltre alle Piccole e Medie Imprese, servono interventi urgenti a favore delle famiglie più deboli, già duramente provate da una crisi che corre il rischio di strangolare coloro che non possono superarla con i propri esigui mezzi ma devono essere aiutate fino a quando la situazione non tornerà normale.

Per quanto riguarda la giusta richiesta dei cittadini di veder tutelato il proprio diritto di sentirsi sicuri in casa propria e nei propri paesi, riteniamo sia indispensabile fornire adeguati strumenti alle nostre ragazze ed ai nostri ragazzi in divisa affinchè possano garantire quotidianamente la nostra sicurezza e quella delle nostre famiglie.

Sono intervenuto personalmente e pubblicamente per difendere l'operato delle forze dell'ordine, rese oggetto di superficiali valutazioni anche da parte di un ministro che si è lasciato andare a banali apprezzamenti sulla "rotondità" di alcuni nostri agenti, ignorando che il 50% del servizio di ordine pubblico viene attualmente svolto dai cosiddetti "panzoni e passacarte", ai quali viene affidato il delicato compito di investigazione per contrastare alcuni gravi reati come quelli legati allo spaccio di droga, al terrorismo ed all'abuso sui minori, con particolare attenzione alla lotta all'orrenda piaga della pedofilia che trova in internet uno dei principali strumenti di adescamento a danno dei minori ad opera di pedofili, che noi definiamo "ORCHI", ai quali qualcuno vorrebbe fornire l'alibi della malattia mentale ma che noi reputiamo essere solamente dei pericolosi criminali che come tali devono essere trattati.

Siamo d'accordo nel prevedere un miglior utilizzo delle forze dell'ordine, favorendo un miglior coordinamento di tutte le forze di polizia ed un loro più razionale utilizzo.

A tal proposito, riteniamo che la sinistra politica italiana debba dimostrare maggior coerenza tra ciò che affermano i propri rappresentanti e ciò che fanno i propri eletti.

Riteniamo intollerabile che a Vicenza, ad esempio, ci siano deputati che girano ancora con quattro agenti di scorta pagati dalla collettività, nonostante non ricoprano più da tanto tempo l'incarico che ha procurato loro qualche minaccia personale.

Ricordo che a seguito delle gravi minacce di morte subite dal procuratore Fojadelli dalla mala del brenta gli venne affidata un solo agente di scorta.

Non va sottaciuto che l'immigrazione clandestina rappresenta un problema aggiuntivo rispetto alla criminalità nostrana.

Riteniamo non sia sufficiente affrontare l'emergenza immigrazione a livello dei singoli stati membri dell'Unione, crediamo che l'Europa debba gestire questo fenomeno attuando politiche di cooperazione che impediscano a tanti disperati di partire dai loro luoghi di origine, attuando politiche atte ad elevare il livello della qualità della vita in quei paesi da dove partono i flussi migratori.

Questo non significa che l'Italia non debba fare la propria parte, ma deve cambiare l'approccio con il quale si è finora affrontato il problema.

La sinistra politica italiana ha spalancato le porte a troppi immigrati, regolari e non, assumendo un atteggiamento che ha spesso favorito la semplicistica equazione: immigrazione = criminalità.

La cosa che riteniamo assolutamente non condivisibile è l'atteggiamento della sinistra italiana che ha sempre istigato gli immigrati, regolari e non, alla continua rivendicazione dei propri diritti, per salvaguardare i quali non si è esitato a calpestare quelli degli italiani.

Noi riteniamo che, prima di rivendicare diritti, sia indispensabile dimostrare di saper rispettare i propri doveri e tra questi il rispetto della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, delle nostre leggi, della nostra religione.

Non accetteremo mai che, con il pretesto di rispettare il credo religioso di qualche extracomunitario, qualcuno ritenga opportuno strappare il crocifisso dai nostri luoghi pubblici.

Chi vuole venire nel nostro Paese per integrarsi e per trovare un'occupazione lecita, sarà il benvenuto nella misura in cui la sua presenza sarà richiesta e per dedicarsi al quelle attività che i nostri connazionali non intendono più esercitare.

Per tutti coloro che intendono venire nel nostro Paese clandestinamente e con lo scopo di delinquere, approfittando magari del fatto che nel loro paese di origine le leggi sono molto più ferree rispetto a quelle italiane, non ci potrà essere che un solo comportamento da parte delle istituzioni italiane e cioè l'immediata espulsione, cosa che già il governo sta tentando di fare, nonostante l'ostruzionismo di una certa magistratura che sembra voler tutelare più i diritti dei clandestini che non quelli dei nostri connazionali.


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