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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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SERGIO BERLATO, Consigliere regionale del Veneto
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Thiene, lì 06 Agosto 2009



TUTTA LA VERITA’ SULLE CACCE IN DEROGA NEL VENETO PER LA STAGIONE 2009/2010


Come molti di voi avranno potuto constatare, da alcuni giorni è scoppiata un'accesa polemica tra gli esponenti della Lega Nord e quelli del Popolo della Libertà sulla mancata approvazione da parte del Consiglio regionale del Veneto della legge sull'applicazione del regime di deroga per la stagione venatoria 2009/2010.

Riteniamo opportuno, come nostra abitudine, garantire a tutti i lettori una corretta ed esaustiva informazione sulla vicenda, corredata da una corposa documentazione che permetterà ad ognuno di farsi un'opinione appropriata.

 

Cominciamo dall'inizio:

Nel settembre del 2002 il Parlamento italiano, su proposta del Governo, ha approvato la legge statale 221/2002 sull'applicazione del regime di deroga in Italia, nel pieno rispetto della Direttiva CEE 409/79.

L'ex onorevole leghista Luigino Vascon, con un articolo apparso in questi giorni sulla stampa locale, continua a millantare di essere stato l'artefice di questa legge, essendone stato, a suo dire, l'estensore ed il primo firmatario.

Per onore di verità va ricordato che l'allora onorevole leghista Vascon è stato il primo firmatario non della legge 221/2002 ma di una sua proposta di legge n. 881 del 15 giugno 2001 (composta di un solo articolo, tra l'altro tecnicamente sbagliato perché proponeva la modifica dell'art. 18 anziché dell'art. 19 della l.s. 157/92) proposta che non è neppure stata presa in considerazione nel disegno di legge n. 2297/2002 del Governo, diventato legge dello Stato n. 221/2002 dopo la sua approvazione da parte del Parlamento.

Riteniamo doveroso ricordare che l'allora consigliere particolare del Governo era l'on. Sergio Berlato che ha avuto il compito, dall'allora Ministro dell'agricoltura e caccia Alemanno, di seguire tecnicamente la vicenda e di predisporre il provvedimento che sarebbe stato sottoposto al vaglio della Commissione europea prima dell'approvazione da parte del Parlamento italiano, cosa regolarmente avvenuta ai primi di settembre 2002.

Smascherata questa ennesima bugia leghista, passiamo ai giorni nostri ed affrontiamo la situazione attuale.

Grazie alla legge statale 221/2002 le regioni italiane, prima tra tutte il Veneto, hanno applicato autonomamente il regime di deroga previsto dalla Direttiva CEE 409/79.

Dalla stagione venatoria 2002/2003 alla stagione venatoria 2008/2009, grazie al lavoro concertato tra l'on. Sergio Berlato, l'Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan e l'Associazione Cacciatori Veneti -CONFAVI, presieduta da Maria Cristina Caretta, i cacciatori del Veneto hanno potuto cacciare ininterrottamente le specie in deroga, nonostante gli innumerevoli ricorsi presentati ad ogni livello dagli anticaccia contro i provvedimenti regionali.

Anche per la stagione venatoria 2009/2010 la Giunta regionale del Veneto, su iniziativa dell'Assessore alla caccia Elena Donazzan, supportata dall'on. Sergio Berlato e da Maria Cristina Caretta dell'ACV-CONFAVI, ha predisposto il testo della legge sulle deroghe che, per diventare esecutiva, doveva essere approvata dalla Commissione e dal Consiglio regionale del Veneto.

La proposta di legge della Giunta regionale era la n. 415 e prevedeva la conferma della prelevabilità delle specie cacciate l'anno precedente (fringuello, peppola, storno e pispola) con l'aggiunta del prispolone, specie per la quale è stato acquisito il necessario parere da parte dell'INFS (ora ISPRA).

L'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, nel tentativo di accreditarsi agli occhi dei cacciatori del Veneto, ha pensato invece di presentare una propria proposta di legge (la n. 410) che prevedeva la cacciabilità di sei specie aggiuntive rispetto a quelle proposte dalla Giunta regionale, per gran parte delle quali manca il necessario parere da parte dell'INFS (ora ISPRA), così come evidenziato da Maria Cristina Caretta con il suo intervento nel corso delle audizioni presso la Commissione regionale.

Durante l'esame delle due proposte di legge sulle deroghe da parte della Commissione regionale competente, la Lega Nord ha preteso l'integrazione della proposta della Giunta regionale con quella propria, portando l'elenco delle specie di cui si proponeva la cacciabilità da cinque a undici.

Questa inopportuna forzatura da parte dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, denunciata anche da Maria Cristina Caretta con un suo articolo apparso sulla stampa locale, ha provocato la reazione rabbiosa da parte dei verdi e dei partiti di opposizione in Consiglio regionale che hanno alzato le barricate ed attivato un insuperabile ostruzionismo con la presentazione di oltre seimila emendamenti per bloccare l'approvazione dell'intera legge sulle deroghe per la stagione 2009/2010.

Va ricordato che il regolamento del Consiglio regionale prevede il diritto di ogni singolo consigliere di presentare un numero illimitato di emendamenti e di bloccare per mesi i lavori del Consiglio regionale, dato che per ogni singolo emendamento ogni consigliere può usufruire di quindici minuti per presentarlo, illustrarlo e per la dichiarazione di voto. Moltiplicando 15 minuti per seimila emendamenti fanno 90.000 minuti, pari a 1.500 ore, pari a 62,5 giorni lavorativi per ogni consigliere. Moltiplicate tutto questo tempo per il numero dei consiglieri di opposizione e capirete che il Consiglio regionale del Veneto, per tentare di far passare questa legge sulle deroghe, sarebbe stato bloccato fino alla fine della legislatura, bloccando così anche tutte le altre leggi all'ordine del giorno del Consiglio regionale. Ecco il motivo per il quale i partiti di maggioranza, compresi tutti i Consiglieri regionali della Lega Nord, hanno votato per il rinvio della proposta di legge in Commissione che esaminerà il provvedimento forse nei mesi di settembre/ottobre 2009, per poi trovarsi nella stessa situazione in Consiglio regionale qualora la stessa Commissione volesse riportare in aula la stessa proposta, così come pretenderebbe il neo licenziato presidente regionale della FIDC, il sindaco leghista Flavio Tosi.

 

A questo punto la situazione venutasi a creare è la seguente:

Per colpa di questa inopportuna forzatura dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, non solo non si potranno cacciare né i gabbiani né i cormorani nè le altre specie proposte dai Consiglieri leghisti ma, essendo stata bloccata tutta la legge, non si potranno neppure cacciare i fringuelli, le peppole, gli storni, le pispole ed i prispoloni, così come aveva intelligentemente proposto l'assessore regionale Elena Donazzan con il supporto tecnico-scientifico dell'on. Sergio Berlato e di Maria Cristina Caretta, presidente dell'Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI.

Abbiamo anche notizia che gli anticaccia hanno già inviato la proposta di legge regionale sulle deroghe del Veneto in Commissione europea, chiedendone l'immediato intervento per la sua palese illegittimità.

Data la ben nota avversione per le cacce in deroga da parte di molti dirigenti della Federcaccia, non ci stupiremmo se l'infelice manovra dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia fosse stata ideata proprio per vanificare il lavoro fatto in tutti questi anni dalla squadra capitanata dall'on. Sergio Berlato e dall'Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI che delle cacce in deroga ne hanno sempre fatto una battaglia di principio in difesa delle nostre cacce tradizionali e che hanno saputo vincere dal 2002 fino ai giorni d'oggi.

 

Cosa si può fare a questo punto per salvare il salvabile:

 

  • 1) I cacciatori iscritti alla Federcaccia devono intervenire nei confronti dei propri dirigenti, minacciandoli di abbandonare la propria associazione nel caso in cui costoro dovessero testardamente continuare a sostenere ed a fomentare le iniziative leghiste;

 

  • 2) La Giunta regionale deve tentare di salvare il salvabile, approvando una delibera o un decreto a firma del Presidente Galan, con il quale confermare la cacciabilità, per la stagione venatoria 2009/2010, delle sole specie cacciate fino alla scorsa stagione venatoria e cioè fringuello, peppola, storno e pispola;

 

  • 3) Dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Veneto, previste per il mese di marzo 2010, si potrà tornare ad approvare le cacce in deroga con legge regionale, così come è stato intelligentemente fatto dal 2002 al 2009.

 

Ecco la posizione assunta sulla stampa dall'on. Sergio Berlato in risposta alle affermazioni dei leghisti Vascon e Tosi.

 

Documenti allegati:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segreteria on. Sergio Berlato

Via Francesco Foscari, 8

36016 Thiene (Vi)

tel. 0445/366332

fax. 0445/378336

 

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