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16 Settembre 2010



PERCHE' NON STO CON FINI


Ho scelto di non schierarmi con Fini innanzitutto perché in questi anni ha dato troppe dimostrazioni di incoerenza, rivendicando ora il rispetto di regole, di ideali e di valori che da capo di Alleanza Nazionale non sembra aver sempre rispettato.

Da chi si e' comportato da commissario liquidatore, prima dell'MSI, poi di Alleanza Nazionale, tentando di fare adesso la stessa cosa con il PDL non accetto piu' di farmi rappresentare.

Dopo aver duramente contestato le "comiche finali" di Berlusconi che aveva annunciato la nascita del Popolo della Libertà dal predellino di Milano, ha comunicato la sua decisione di svendere il patrimonio politico di Alleanza Nazionale per aderire al PDL che tanto aveva contestato e questo senza chiedere il parere di nessuno, nemmeno dei suoi più fidati colonnelli.

Qualcuno ci spiegherà che fine ha fatto il patrimonio immobiliare ed economico di Alleanza Nazionale, visto che la sua costruzione e' stata possibile grazie alla dedizione ed all'impegno di tutti i dirigenti e gli iscritti di Alleanza Nazionale.

A queste domande speriamo non rispondano nello stesso modo in cui, ad analoga domanda, ha risposto un deputato finiano del vicentino che, interpellato sulle sorti delle risorse del partito provinciale ebbe la sfrontatezza di rispondere, di fronte a tutto il coordinamento provinciale, che "non si ricordava".

Trovo strano che Fini ed i finiani non capiscano di essere diventati utili strumenti nelle mani di chi vuole screditare l'azione di Governo e demolire quella stessa maggioranza di cui fanno parte, la stessa maggioranza che ha eletto Fini alla presidenza della Camera, terza carica politica dello Stato, e nominati molti finiani nelle file di governo e sottogoverno..

Contesto le affermazioni dei finiani sul timore di veder aumentare i consensi alla Lega in caso di elezioni anticipate, dimenticando che sono state proprio le posizioni assunte dai finiani a provocare danni irreparabili non solo al PDL ma all'intero schieramento di centro destra.

Vogliamo ricordare le piroette dei finiani sulla cittadinanza breve agli extracomunitari e sul loro diritto di voto?

E che dire della sbandierata battaglia sulle radici cristiane dell'Europa da parte dei finiani e delle loro posizioni inconciliabili con la dottrina cristiana su questioni etiche di rilevante importanza?

Vogliamo ricordare la posizione dei finiani sul tema della procreazione assistita? A chi hanno chiesto dentro AN se era condivisa la loro incoerente posizione assunta in spregio al sentimento ed alle convinzioni della stragrande maggioranza dei dirigenti, degli iscritti e dei militanti di Alleanza Nazionale?

Come si conciliano le affermazioni dei finiani sul diritto alla libertà di stampa con le querele ai giornali che si limitano a chiedere la verità sulla gestione dei patrimonio, non delle famiglie dei finiani, ma dell'intero partito di Alleanza Nazionale?

Come si permettono i finiani di contestare le posizioni del Governo di cui fanno parte sulle,sia pur gravi ma folkloristiche, affermazioni di Gheddafi quando sono stati gli stessi finiani a predicare la necessità di insegnare il corano nelle scuole italiane?
E per quanto riguarda la legge elettorale che adesso i finiani tanto contestano, ma grazie alla quale e' stato possibile far nominare in parlamento dei soggetti che, con una diversa legge elettorale, non riuscirebbero a ricevere neppure le preferenze dei loro più stretti familiari. Perché adesso i finiani hanno così paura di rinunciare alla loro nomina per sottoporsi al giudizio degli elettori?

Ci ricordiamo quando Fini in TV da Costanzo affermò che non avrebbe gradito avere un gay come insegnante per i propri figli? Come mai a Mirabello sventolavano le bandiere del Gaylib, associa­zi­one che si batte per il ricono­scimento delle coppie di fat­to e delle adozioni per le cop­pie omosessuali? Forse per coerenza con l'attuale situazione "familiare" di qualcuno dei finiani?

Cosa pensare di chi ha ritenuto di rivalutare il 68 ed ha invece condannato un periodo storico, bollandolo come male assoluto, calpestando la memoria di tanti ragazzi che a Salò decisero di fare la scelta meno conveniente ma più coerente, tanto da sacrificare la vita combattendo fino alla fine in difesa dei propri ideali.

I finiani dovrebbero ricordare che se Fini e' diventato ministro degli esteri prima e presidente della Camera poi, e' anche per merito di quei ragazzi, ma anche di tanti altri che negli anni settanta hanno pagato con la vita la difesa di quegli ideali che adesso i finiani sembrano aver dimenticato.  

Ecco perché, pur essendo stato presidente provinciale di Alleanza Nazionale, ho deciso di non far parte dello sparuto drappello dei finiani.

Io, come altri, sono stato eletto nelle liste del Popolo della Libertà ed e' agli elettori del  Popolo della Libertà che devo dimostrare coerenza nelle mie scelte.

Se dovessi cambiare idea, dovrei, se non altro per dignità, dimettermi dalla posizione in cui sono stato eletto dai miei elettori per ripresentarmi, con altri simboli e con altre bandiere, al giudizio degli elettori.

 

on. Sergio Berlato

Vice Capo Vicario della delagazione italiana al Partito Popolare europeo

Vice Coordinatore Vicario del Popolo della Libertà per la provincia di Vicenza


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