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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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Agricoltura › Notizie sull'attività › Dal Parlamento Europeo

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11/12/2007



Organizzazione comune del mercato vitivinicolo (discussione)


 Sergio Berlato, a nome del gruppo UEN . - Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, il testo che ci apprestiamo a votare costituisce un buon compromesso e migliora sensibilmente la proposta iniziale della Commissione.

Il nostro obiettivo resta quello di varare una riforma volta al rilancio dello sviluppo del settore sia sul mercato interno che su quello internazionale: la domanda globale non è in ribasso, ma in crescita, ed allora l'ottica giusta non è produrre meno, ma investire sulla qualità e sulla caratterizzazione dei vini europei, sulla riduzione dei costi, sulla promozione del vino per allargarne il mercato e sull'accesso dei giovani all'impianto dei vigneti.

Occorre altresì limitare la riduzione della produzione viticola europea, proposta dalla Commissione, aumentando l'autonomia degli Stati membri nel regolare il regime di estirpazione. Bisogna evitare di sopprimere dei vigneti che pur non essendo estremamente forti sul mercato costituiscono produzioni regionali di qualità, con tradizioni storiche fortemente radicate, che costituiscono a tutt'oggi il tessuto sociale di intere aree regionali.

Questa riforma, pur creando condizioni di maggior competitività, deve mantenere coerenza con il passato e favorire la permanenza della viticoltura a presidio del territorio e dell'ambiente. Anche per questo siamo favorevoli al fatto che le risorse previste siano distribuite in tre anni anziché in cinque e che siano ripartite principalmente in base al criterio storico seguendo in linea generale lo stesso criterio utilizzato per tutte le altre riforme finora adottate.

Siamo contrari, signora Commissaria alla liberalizzazione di nuove pratiche enologiche ed all'utilizzo di mosti importati per arricchire i nostri vini o tagliarli con vini di paesi terzi, poiché riteniamo che ciò possa produrre il deterioramento dell'immagine del vino e compromettere il rapporto di fiducia tra consumatore e prodotto, con conseguenze gravissime sul consumo. Viceversa, riteniamo indispensabile prevedere l'aiuto di mosti concentrati e dei mosti concentrati rettificati, utilizzati per l'arricchimento al fine di tutelare una pratica enologica comune in molte regioni comunitarie.

Riteniamo doveroso tener conto degli investimenti dei produttori ed evitare la possibile interruzione di flussi commerciali che determinerebbero una maggiore offerta di prodotto. Questa riforma deve favorire la tutela delle indicazioni geografiche e di origine controllata, quale strumento per meglio garantire e proteggere i prodotti europei nell'ambito di negoziati multilaterali e di accordi commerciali bilaterali.

Infine, signora Commissaria, siamo contrari alla liberalizzazione totale dei diritti di impianto dal 2014 per i vini a denominazione di origine ed indicazione geografica e riteniamo condivisibile la proposta del relatore, di prevedere l'entrata in vigore della nuova riforma a partire dal 1° agosto 2009.


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