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SERGIO BERLATO Consigliere regionale del Veneto Deputato Italiano al Parlamento Europeo
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Agricoltura › Notizie sull'attività › Dal Parlamento Europeo

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13/02/2007



Riforma dell'organizzazione comune del mercato del settore vitivinicolo (discussione)


Sergio Berlato, a nome del gruppo UEN . – Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissario, il vino, oltre che produzione agricola ed economica, rappresenta per noi storia, cultura e tradizione. Non possiamo quindi accettare una riforma essenzialmente volta a ridimensionare un settore che oggi utilizza soltanto il 3% dei fondi di bilancio, a fronte di una produzione di valore aggiunto del 7%.

La Commissione propone di ridurre le produzioni e di estirpare circa 400.000 ettari di vigneti in cinque anni, adducendo la motivazione della necessità di ridurre i costi di gestione delle eccedenze di produzione e di migliorare la competitività europea attraverso il principio del “solo i più forti resteranno sul mercato”. E’ curioso constatare che, mentre in Europa si favorisce l’estirpazione dei vigneti, in altri paesi come in Sudamerica e il Sudafrica, si favorisce la loro piantumazione.

Considerando che la domanda globale non è in ribasso ma in aumento, sembra che la Commissione intenda ristabilire un equilibrio nel mercato interno dell’Unione europea senza prendere in considerazione la domanda globale e l’equilibrio del mercato mondiale e senza considerare che nella frettolosa opera di riduzione della produzione vinicola europea vi è il rischio di eliminare alcuni vigneti che, pur non producendo prodotti estremamente forti sul mercato, costituiscono produzioni regionali di qualità, con tradizioni storiche fortemente radicate che costituiscono a tutt’oggi il tessuto sociale di intere aree regionali.

La verità è che i vini del nuovo mondo stanno guadagnando mercato grazie a un crescente miglioramento della qualità delle produzioni, unita alla competitività dei loro prezzi. Le nuove modalità di intervento dovrebbero consentire a tutta la filiera di fare fronte alle nuove sfide imposte da un mercato sempre più globalizzato. La ricetta vincente rimane quella di chi investe sulla qualità e sulla caratterizzazione dei vini europei, sulle riduzioni dei costi, sulla promozione del vino per allargarne il mercato e temiamo pure che la liberalizzazione di nuove pratiche enologiche possa produrre il deterioramento dell’immagine del vino e quindi compromettere il rapporto di fiducia tra consumatore e prodotto, con conseguenza gravissime sul consumo.

Signora Commissario, al settore vinicolo serve una riforma che favorisca condizioni di maggiore competitività sul vino europeo, proseguendo con la ristrutturazione dei vigneti per renderli più competitivi e favorendo la permanenza della viticoltura a presidio del territorio e dell’ambiente. Le indicazioni geografiche e le denominazioni d’origine devono essere intese come strumenti indispensabili per meglio garantire e proteggere i produttori europei.

In definitiva, Signora Commissario, rilancio e sviluppo del settore sul mercato mondiale è quello che chiediamo per una nuova politica vitivinicola dell’Unione.


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