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23 Ottobre 2017



REFERENDUM - SERGIO BERLATO (FDI-AN-MCR): MA A ROMA AVRANNO CAPITO IL SEGNALE CHE ╚ PARTITO DAL VENETO?


Dal Veneto, con l'esito della consultazione referendaria del 22 ottobre u.s., è partito un forte segnale per la richiesta/pretesa di maggiori forme di autonomia nella gestione di alcune competenze finora gestite a livello statale - afferma il Consigliere regionale Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Sergio Berlato.In tutta la campagna referendaria, a nome del Coordinamento regionale del Veneto di Fratelli d'Italia-AN ho sempre partecipato a numerosi incontri pubblici e ad altrettanto numerosi incontri televisivi ritenendo di continuare a garantire una corretta informazione, limitandomi a dir la verità, per quanto scomoda in alcuni casi potesse essere.Ho sempre detto che il 22 ottobre 2017 non era un punto di arrivo ma un punto di partenza di un percorso lungo ed irto di insidie, percorso che porterà i veneti ad avere maggiori forme di autonomia in un contesto di unità nazionale - ricorda Berlato.Sapevamo benissimo che non tutti affrontavano la campagna referendaria con altrettanta serietà e correttezza. Sapevamo che qualcuno faceva finta di chiedere autonomia ma in realtà voleva usare il risultato referendario come anticamera della secessione. Sapevamo che altri dicevano che il referendum avrebbe comportato il trattenimento in Veneto dei 9/10 delle risorse prodotte nella nostra regione, sapendo perfettamente che la materia fiscale può essere trattata solo con una modifica costituzionale.Sapevamo anche che chi vive a Roma, a qualsiasi partito appartenga, non è portato a capire in modo spontaneo il sentimento largamente maggioritario che pervade trasversalmente i cittadini veneti - prosegue Berlato.Nonostante l'affermazione del risultato referendario con quasi il 60% di affluenza alle urne e con l'affermazione di oltre il 98% dei SI sui NO, a Roma c'è ancora qualcuno che non capisce o fa finta di non capire, forse perché gli fa comodo non capire.Il voto dei veneti non è contro qualcuno ma è un voto per garantire servizi migliori ai cittadini in uno Stato unitario che può diventare più efficiente se si trasferiscono i centri decisionali e gestionali il più vicino possibile ai cittadini - precisa Berlato.Il voto dei veneti non significa egoismo ma la richiesta di maggiori responsabilità per gestire meglio a livello locale ciò che sinora poteva essere gestito meglio a livello nazionale.Far capire le ragioni dei veneti alle istituzioni nazionali: questo sarà il vero mandato che verrà affidato a chi, nella primavera prossima, si vorrà assumere la responsabilità di voler rappresentare i veneti al Parlamento nazionale - conclude il Consigliere Berlato.
Ufficio stampa Sergio Berlato
Presidente della Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto
Coordinatore per il Veneto di Fratelli d'Italia- Alleanza Nazionale
Venezia, li 23 ottobre 2017


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