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Resoconto della riunione sulla proposta di Calendario venatorio regionale del Veneto tenutasi a Mestre (VE) il 15 luglio 2022

15.07.2022

In data odierna la Giunta regionale del Veneto ha convocato i dirigenti di tutte le associazioni venatorie riconosciute del Veneto per presentare la nuova proposta di calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2022/2023.

In data odierna la Giunta regionale del Veneto ha convocato i dirigenti di tutte le associazioni venatorie riconosciute del Veneto per presentare la nuova proposta di calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2022/2023.

L’assessore regionale alla caccia ha informato che la Giunta regionale del Veneto ha ricevuto il previsto parere da parte dell’ISPRA sulla proposta di nuovo calendario venatorio inviato dalla stessa Giunta regionale all’ISPRA in data 1° giugno 2022.

Dopo l’introduzione dell’assessore regionale, ha chiesto la parola l’on. Sergio Berlato che è intervenuto a nome dell’Associazione Cacciatori Veneti, su delega del Presidente regionale Umberto Venturini che era presente all’incontro, dell’Associazione per la Cultura Rurale di cui egli è il Presidente nazionale e della Fondazione per la Cultura Rurale su delega del Presidente Gianfranco Vezzaro.

L’on. Sergio Berlato ha preliminarmente stigmatizzato l’operato della Giunta regionale del Veneto che, alla data del 15 luglio, non ha ancora provveduto all’emanazione del calendario venatorio regionale per la stagione 2022/2023, nonostante la legge statale n. 157/92, all’art. 18 comma 4, preveda esplicitamente che la regione debba emanare il calendario venatorio entro e non oltre il 15 giugno di ogni anno.

L’on. Sergio Berlato ha ricordato che, a nome di ACV, CONFAVI, ACR ed FCR, ha più volte sollecitato per iscritto la Giunta regionale ad emanare il calendario venatorio nei termini previsti dalla legge.

L’on. Sergio Berlato ha manifestato il dissenso delle Associazioni che rappresenta sul fatto che la Giunta regionale abbia ritenuto di incontrare privatamente nei mesi scorsi solo i dirigenti regionali di alcune associazioni venatorie riconosciute del Veneto per concordare con gli stessi i contenuti del calendario venatorio, escludendo volutamente da questi incontri altri dirigenti di altre associazioni venatorie riconosciute, comprese quelle da lui stesso rappresentate.

L’on. Sergio Berlato ha evidenziato alla Giunta regionale che avrebbe ritenuto più opportuno che la proposta di calendario venatorio regionale per la stagione 2022/2023 fosse stata concordata con tutti i dirigenti di tutte le associazioni venatorie riconosciute prima di essere inviata all’ISPRA per il previsto parere.

Non avendo la Giunta usato questa cortesia istituzionale, una parte dei dirigenti delle associazioni venatorie riconosciute del Veneto si è trovata a constatare i contenuti del calendario a cose già fatte e senza poter apportare i propri suggerimenti migliorativi che avrebbero contribuito a ridurre la possibilità di impugnative al TAR del calendario venatorio da parte delle associazioni animal-ambientaliste.

Entrando nel merito della proposta di calendario venatorio regionale l’on. Sergio Berlato si è complimentato con la Giunta regionale per aver finalmente accolta la propria proposta avanzata da tanti anni di veder eliminata la specie merlo dalla preapertura, permettendone la cacciabilità fino al 31 di dicembre, anche in forma vagante.

L’on. Sergio Berlato si è però rammaricato con la Giunta regionale perché la stessa ha abboccato all’amo della “politica del carciofo”, sacrificando in partenza alcune specie che erano sempre state cacciabili nelle passate stagioni venatorie come ad esempio il moriglione, la pavoncella, il combattente, la pernice bianca, forse sperando di poter addolcire il parere dell’ISPRA sulle altre specie cacciabili.

Purtroppo, la scelta della Giunta di sacrificare queste specie si è rivelata inutile se non addirittura controproducente dal momento che l’ISPRA, pur avendo espresso apprezzamento per le rinunce fatte dalla Giunta regionale, ha espresso parere negativo su gran parte dei rimanenti contenuti della proposta di calendario venatorio regionale 2022/2023.

L’on. Sergio Berlato ha poi ribadito la contrarietà delle associazioni che rappresenta alla preapertura al colombaccio nei giorni 1 e 3 settembre, solo da appostamento e con un carniere giornaliero di soli 10 capi, scelta che comporterà la chiusura anticipata della caccia a questa specie al 12 di gennaio 2023.

Incomprensibile anche la chiusura alle ore 13 della caccia alla tortora in preapertura, così come altrettanto incomprensibile è stata valutata la scelta di iniziare la caccia alla moretta al 17 ottobre anziché dalla terza domenica di settembre.

L’on. Sergio Berlato ha poi evidenziato la pericolosa incongruenza prevista al punto 4. della proposta di calendario venatorio che prevede la possibilità di usufruire delle due giornate integrative per la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento nei mesi di ottobre e novembre, dal momento che il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale 2022/2027, recentemente approvato dal Consiglio regionale del Veneto, all’art. 11 dell’Allegato A prevede esplicitamente, purtroppo, che in Zona Lagunare e Valliva le due giornate integrative per la caccia da appostamento alla selvaggina migratoria possono essere usufruite “ previo parere favorevole da parte dell’ISPRA”.

L’on. Sergio Berlato e tutte le Associazioni che rappresenta si sono sempre dichiarati favorevoli alla possibilità che tutti i cacciatori del Veneto possano usufruire delle due giornate integrative per la caccia da appostamento alla selvaggina migratoria nei mesi di ottobre e novembre, come del resto prevede la legge, ma temono che, per effetto della scelta scellerata di condizionare l’utilizzabilità di queste giornate integrative al parere favorevole da parte dell’ISPRA nella Zona Lagunare e Valliva, possa essere messo in pericolo l’utilizzo di queste due giornate integrative anche nel restante territorio regionale.

Da parte dell’on. Sergio Berlato è stata considerata incomprensibile la scelta della Giunta regionale di ridurre ulteriormente i carnieri giornalieri e stagionali di alcune specie quali la quaglia, il codone, la tortora selvatica, così come incomprensibile la scelta di chiudere anticipatamente la caccia al tordo bottaccio al 9 gennaio 2023 e la caccia al tordo sassello e alla cesena il 20 gennaio 2023, considerando che la legge consente la cacciabilità di queste tre specie fino al 31 gennaio di ogni anno.

L’on. Sergio Berlato si è detto particolarmente preoccupato per la scelta di sottoporre il calendario venatorio 2022/2023 alla Valutazione di Incidenza Ambientale (VincA), scelta che oltre a comportare ulteriori ritardi nell’emanazione del calendario venatorio, potrebbe comportare ulteriori restrizioni all’esercizio venatorio.

L’on. Sergio Berlato ha infine messo in guardia l’assessore regionale ed i dirigenti venatori delle associazioni facenti parte della “cabina di regia” che lo hanno mal consigliato nella stesura del calendario venatorio regionale 2022/2023 sul fatto che, così come formulato, il calendario venatorio sarà molto probabilmente oggetto di prevedibili ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale da parte delle associazioni animal-ambientaliste che potrebbero ottenerne la parziale sospensione o annullamento a stagione venatoria già iniziata, con conseguente danno per i cacciatori del Veneto che hanno già pagato per intero le ingenti tasse di concessione statale e regionale, oltre alle quote di accesso agli Ambiti Territoriali di Caccia ed ai Comprensori Alpini.

Dopo l’on. Sergio Berlato ha preso la parola il rappresentante della Federcaccia che, contrariamente a quanto argomentato dal rappresentante di ACV/ACR/FCR, si è detto sostanzialmente d’accordo con la proposta di calendario venatorio presentata dalla Giunta regionale, forse anche per il fatto che i dirigenti di questa associazione ne sono stati i principali ispiratori.

Sostanzialmente d’accordo con la proposta della Giunta regionale si è dichiarato anche il rappresentante dell’ARCI caccia, mentre il rappresentante dell’ANUU migratoristi ha condiviso le preoccupazioni dell’on. Sergio Berlato, tranne per la preapertura al colombaccio ai primi di settembre per la quale l’ANUU si è dichiarata favorevole.

I rappresentanti dell’EPS hanno espresso preoccupazioni analoghe a quelle sollevate dall’on. Sergio Berlato, dichiarandosi comunque disponibili ad aiutare la Giunta regionale nell’eventuale difesa in giudizio dinanzi al TAR del calendario venatorio regionale.

Il rappresentante della Associazione Nazionale Libera Caccia, sia pur presente per tutto l’incontro, non ha mai chiesto la parola e non ha espresso alcuna valutazione sulla proposta di calendario venatorio avanzata dalla Giunta regionale.

Ha preso la parola il sig. Faccin Dario, Presidente nazionale della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane, il quale, nel condividere le valutazioni espresse dall’on. Sergio Berlato in rappresentanza dell’Associazione Cacciatori Veneti, dell’Associazione per la Cultura Rurale e della Fondazione per la Cultura Rurale, ha chiesto alla Giunta regionale di emanare una nuova circolare interpretativa sull’utilizzabilità del piccione domestico quale richiamo vivo nella caccia da appostamento al colombaccio, rendendo più esplicito il fatto che questa specie può essere utilizzata con una semplice autodichiarazione del proprietario che ne attesti la legittima provenienza senza costringerlo a reperire o esibire nessun’altra documentazione.

L’assessore ha infine chiuso l’incontro rassicurando che avrebbe portato in Giunta regionale il nuovo calendario venatorio regionale per la stagione 2022/2023 il prima possibile ma, nonostante sia stato più volte incalzato dai presenti, non ha saputo fornire una data precisa o approssimativa entro la quale si possa prevedere l’emanazione del nuovo calendario venatorio.

Il Presidente dell’Associazione per la Cultura Rurale - on. Sergio Berlato

Il Presidente nazionale della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane - Dario Faccin

Il Presidente regionale dell’Associazione Cacciatori Veneti - Umberto Venturini

Il Presidente della Fondazione per la Cultura Rurale-Ets – Gianfranco Vezzaro



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